In fondo alla valle nasce la nuova Villa

In fondo alla valle nasce la nuova Villa

Un gruppo di giovani che sono nati e vivono a Villavallelonga, un piccolo centro in mezzo alle montagne, nella parte marsicana del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ha deciso di mobilitarsi per il proprio paese e ha assolutamente bisogno di entrare in contatto con altre esperienze per confrontarsi su come arrestare la perdita della bio-diversità, difendere e valorizzare le risorse naturali, creare comunità e custodire il paesaggio.
Hanno creato un Comitato per difendere il patrimonio naturale e vogliono promuovere un’economia circolare che punti a prodotti di qualità a chilometro zero

Articolo pubblicato il 29 giugno 2018 sul sito COMUNE-INFO

La storia che intendo raccontare non ha nulla di straordinario, ma è la nostra storia, quella di un gruppo di giovani che sono nati e vivono in un piccolo centro in mezzo alle montagne, nella parte marsicana del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Che ha deciso di mobilitarsi per il proprio paese e che ha assolutamente bisogno di entrare in contatto con altre esperienze, buone pratiche sviluppate altrove, in situazioni simili alla nostra.

Che ha bisogno di amicizia, di aiuto e di consigli, di comunità. Che ha bisogno di entrare in rete.

Il nome definisce il nostro paese: Villavallelonga, ultimo centro abitato in fondo alla Vallelonga che, dal bacino del Fucino sale fino alla cresta delle montagne che la dividono dalla Valle del Sangro e dalla Valle Roveto.

Il territorio di Villa, come la chiamiamo tra di noi, è in parte all’interno del parco e in parte nella zona di protezione esterna. Ha caratteristiche peculiari e di grande rilievo naturalistico, perché habitat di infinite specie di flora e di fauna rare e delicate.

E’ un territorio di inestimabile valore e di particolare fragilità che sta vivendo una fase di contraddittorietà e difficoltà.

 

La Val Cervara – Patrimonio dell’Umanità UNESCO

 

Vicende straordinariamente positive e di grande potenzialità convivono infatti con altre, profondamente negative, che stanno affossando la speranza stessa che Villa possa avere un futuro.

L’anno scorso, l’UNESCO, dopo un’istruttoria scientifica durata molti anni, ha dichiarato patrimonio dell’umanità la Faggeta Vetusta della Val Cervara, che si diparte dal lato sinistro della valle principale, all’imbocco dei prati d’Angro, in cui vegeta il faggio più antico d’Europa, vecchio di 578 anni.

Purtroppo, proprio all’altezza della Valle Cervara, la magistratura aveva nei mesi precedenti imposto il sequestro giudiziario di una strada asfaltata che inopinatamente si incunea fin nel cuore dell’area protetta.

Il processo penale è in corso ma, nel frattempo è cresciuto l’isolamento dell’amministrazione comunale che è arrivata persino a deliberare l’uscita di Villavallelonga dal parco nazionale.

Una delibera giuridicamente irrilevante ma politicamente pesante. E’ stata questa la causa contingente che ci ha deciso a dare vita a un Comitato per la Tutela e la Conservazione del Patrimonio Naturale di Villavallelonga.

La primavera che avanza

Ma le nostre ragioni sono ben più profonde e nascono dalla sentita esigenza di arrestarne il declino e lo spopolamento.

Siamo convinti infatti che il territorio sia la nostra ricchezza e che non ci sia alcuna contraddizione tra la sua tutela e uno sviluppo sostenibile in termini sociali ed ecologici.

Il nostro motto è infatti:

“La natura ritrovata colorerà il futuro della nostra terra”.

Per questo siamo già impegnati in iniziative di approfondimento culturale e scientifico. Ci piacerebbe fare del nostro giovane comitato un laboratorio ambizioso di idee e di iniziative in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: per arrestare la perdita della bio-diversità, per garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali, per creare comunità e custodire il paesaggio, per promuovere meccanismi di economia circolare, per puntare a prodotti di buona qualità a chilometro zero.

Ci stiamo già cimentando. Un primo progetto è nato infatti dalla volontà espressa da un gruppo di abitanti del paese di recuperare terre che erano state dissodate nel corso dei secoli e poi abbandonate negli ultimi decenni, per riproporre le antiche colture delle specie autoctone di legumi, cereali e patate.

Orso bruno marsicano

Il nome scelto per questo progetto, cui lo stesso Parco Nazionale ha mostrato interesse e disponibilità all’assistenza, è Produzione Orso Mario, dal nome che è stato dato ad un orso che frequenta abitualmente Villavallelonga.

Si tratta, come è evidente, di un primo tentativo nell’intento di costruire le sinergie necessarie e di rafforzare la capacità organizzativa e il potere contrattuale, su cui potranno innestarsi altre iniziative.

A Villa sopravvive la produzione di formaggio dal latte delle pecore locali e di miele. A Villa esistono strutture di accoglienza turistica diffusa, anche se chiuse o sottoutilizzate, a partire da un ostello di proprietà del Comune, costruito coi finanziamenti pubblici e da diversi anni inagibile per mancata ristrutturazione.

Tutto questo ha, a nostro avviso, il potenziale di un’offerta di qualità che corrisponde alle più moderne indicazioni di politica economica innovativa e rispettosa dell’ambiente.

Questo il nostro progetto. Ci crediamo profondamente e vogliamo dedicarvi il tempo disponibile, quando siamo liberi dal lavoro o dallo studio. Tra di noi le competenze abbondano, ma mancano le esperienze. Per questo, come dicevo all’inizio, abbiamo assolutamente bisogno di entrare in un progetto, in una rete più grande di noi che ci accolga e ci aiuti. Siamo interessati alla riuscita del nostro progetto. Esso si basa su comunità di intenti, collaborazione, solidarietà e amicizia.

Di questo possiamo dare, in totale sincerità, piena garanzia.

Vi aspettiamo.

Venite a trovarci.